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Catalogo: “I Templari, il Regnum Siciliae e la Terra Santa”

Sarà disponibile a metà aprile il libro

I Templari, il Regnum Siciliae e la Terra Santa
tra normanni, svevi e angioini (secc. XII-XIV)

di Cristian Guzzo

– cm 17×24 – pp. 160 – ill. b/n – euro 14,00 –

Il moltiplicarsi degli studi sui templari, e le recenti acquisizioni della storiografia, ci hanno consegnato una consistente messe di informazioni sugli insediamenti dell’Ordine rosso-crociato nel Mezzogiorno d’Italia. Questi approfondimenti altro non sono se non un’appendice necessaria per un più ampio processo di ricostruzione della storia del Tempio, che negli ultimi quarant’anni ha visto, quali illustri protagonisti, Marie Luise Bulst-Thiele, Alan Forey, Alain Demurger e Malcolm Barber. A tali capostipiti della ricerca templare si sono aggiunti giovani e validi studiosi, i cui lavori hanno contribuito in maniera determinante a derubricare le vicende di un Ordine che, a dispetto della sua breve vita, sembra aver lasciato un marchio indelebile nell’inconscio collettivo dell’Europa. La storia dei templari è ancor oggi capace di suscitare l’interesse non solo degli addetti ai lavori, ma anche di schiere di appassionati, il cui approccio al ‘meraviglioso’ ha contribuito in modo decisivo alla fortuna editoriale, ma non solo, della Militia Dei.
Il presente testo si propone di analizzare, basandosi sulle più recenti ricerche, la presenza dei templari nel sud della Penisola, alla luce dei suoi rapporti con la Terra Santa crociata. Analisi che non poteva naturalmente prescindere dall’approfondire le relazioni, talora conflittuali, talaltra di piena convergenza politica, intercorse fra l’istituto rosso-crociato e le dinastie insediatesi nel Regnum Siciliae, dai normanni fino ad arrivare agli angioini.

Cristian Guzzo (Torino 1971) è socio ordinario della “Società di Storia Patria per la Puglia” e della “Società Italiana degli Storici Medievisti”, che riunisce studiosi della storia e della civiltà del Medioevo. Si occupa da più di vent’anni di studi di oplologia medievale e ha pubblicato numerosi saggi scientifici in Italia e all’estero dedicati alla guerra nell’Età di Mezzo, con particolare attenzione per la storia militare dei normanni nel Mezzogiorno d’Italia, e per le vicende degli istituti monastico-cavallereschi, nell’economia della Terra Santa crociata.
Per le Edizioni Penne & Papiri ha curato la collana “Deus Vult – miscellanea di studi sugli Ordini monastico-militari” (vol. I, anno 2011vol. II, anno 2012); ha collaborato anche al testo de “I templari nell’Italia centro-meridionale” e pubblicato L’arrivo dei Normanni nel Mezzogiorno d’Italia – tra fonti d’epoca e storiografia moderna (2015).


 

Catalogo: “Stregoneria: crimine femminile”


Sarà disponibile a fine marzo il libro

Stregoneria: crimine femminile –

Il caso di Donna Prudentia, la Lamia di Blera, e altre streghe

di Monia Montechiarini – prefazione del prof. Luciano Osbat

– cm 17×24 – pp. 192 – ill. b/n – euro 16,00 –

In questo saggio vengono illustrate le origini della stregoneria, fenomeno che ha reso pericolosa la donna quando, superato il culto delle divinità notturne e le abilità della conoscenza popolare, con l’arrivo del patto col demonio essa giunge a rinnegare il battesimo, causare la sterilità, eludere i giudici con astuzia. Nei verbali dei processi si mescolano aspetti mitologici, dee volanti, sirene, le confessioni sui sabba e i veri motivi delle accuse.
È un’indagine storica sui verbali di processi, realmente avvenuti tra il Medioevo e l’Età moderna contro donne accusate di stregoneria ed eresia, da cui risulta che le streghe inquisite e condannate al rogo in Italia furono meno di quelle riportate dalla storiografia ottocentesca e dai romanzi. Sul processo principale, celebrato nel 1588 vicino Viterbo ai danni di Prudentia, una donna sospettata di essere un particolare tipo di strega che succhia il sangue dei bambini, si innestano altri casi giudiziari d’Europa. Questo consente di ipotizzare soluzioni per i delitti rimasti irrisolti, confrontandoli e superando i luoghi comuni di roghi immediati. Conosciamo nomi, lavori e vita delle protagoniste che immergono il lettore nel passato, svelando incantesimi che usano chiavi, vino, preghiere, balli.
Il testo vuole ridare voce alle donne del passato, la cui reputazione fu messa in discussione da vicini di casa e amici, che addebitarono loro epidemie e morti premature.
Guardate con sospetto per certe abilità di ostetriche e di curatrici o perché forestiere senza figli, come avvenne per donna Prudentia, le streghe furono le colpevoli eccellenti di un’epoca di transizione in cui la donna aveva perso la sua sacralità.

Monia Montechiarini, giurista, europrogettista e scrittrice. Esperta di diritto, da vent’anni si occupa di ricerche documentali per ricostruire i processi contro le streghe. Si impegna per ridare voce al passato, collaborando con enti in tutta Europa nella stesura di progetti comunitari per il recupero e la divulgazione della memoria storica fino al Novecento. Oltre a organizzare convegni e giornate formative ufficiali, anche col patrocinio del MIBACT, partecipa come relatrice a importanti rassegne come il “Festival del Medioevo” ed è autrice di articoli sulla living history in riviste specialistiche.


 

In uscita gli atti del XXXV Convegno di Ricerche Templari

A fine febbraio sarà disponibile il volume degli atti relativi al XXXV Convegno di Ricerche Templari svoltosi il 23 settembre scorso a Roma.

Queste le relazioni presenti:
– Loredana Imperio: “Il culto di San Tommaso Becket nell’Ordine del Tempio”.
– Sergio Sammarco: “Sui possedimenti dei Templari a Roma”.
– Enzo Valentini: “I templari e i cavalli, secondo la Regola del Tempio”.
– Giovanni Pascale: “Vigne templari in Calabria”.
– Fernando Lanzi: “La devozione alla Madonna e ai santi nell’Ordine del Tempio: nuove acquisizioni (Francia, Spagna, Italia, Inghilterra, Scozia)”.
– Fabio Serafini: “Il ruolo di templari e giovanniti nella lotta all’eresia catara”.
– Giampiero Bagni: “La sepoltura del maestro generale Arnau de Torroja: fonti e analisi scientifiche”.
– Vito Ricci: “Strategie insediative e patrimonio fondiario dei templari in Capitanata, durante il regno normanno-svevo”.
– Nicola Pezzella: “L’immagine e il mito dei templari in Messico e in America Latina. Fonti e testimonianze”.
– Luciano Fortunato Sciandra: Considerazioni sul Templarismo”.
– Fabio Serafini: “Falsi e inesattezze nella ricerca templare”.

Disponibili gli Atti del 34° Convegno di Ricerche Templari

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ATTI XXXIV CONVEGNO – Nizza Monferrato 2016
a cura della LARTI – Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani
cm 14 x 21 – pp. 136 – ill. b/n – euro 11,00

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Relazioni contenute nel volume:
– Loredana Imperio: “Due controversi maestri del Tempio: Philippe de Nablus e Odon de Saint Amand”.
– Fernando Lanzi: “La devozione nell’Ordine del Tempio”.
– Giampiero Bagni: “Lo scavo archeologico di Santa Maria del Tempio a Bologna: primi risultati”.
– Vito Ricci: “Presenza templare in Dalmazia”.
– Fabio Serafini: “La bolla papale “Dura nimis est” sull’eventuale fusione degli Ordini templare e giovannita”.
– Sergio Sammarco: “Un documento cistercense riguardante i Templari portoghesi”.
– Fabio Serafini: “Falsi e inesattezze nella ricerca templare”.

Online il nuovo sito delle Edizioni Penne e Papiri


Finalmente è visitabile online il nuovo sito delle Edizioni Penne & Papiri, con una più ampia facilità di navigazione al suo interno, maggiori servizi (come il pagamento con carta di credito e ritiro dei libri presso il punto vendita di Tuscania). È anche prevista un’area riservata, con password personale, che permette a ogni cliente il controllo dei suoi ordini passati e il dettaglio dell’ordine appena eseguito, con possibilità di apportare modifiche.

https://www.penneepapiri.it/


 

Catalogo: “Fotografare cos’altro è”

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FOTOGRAFARE COS’ALTRO È
“Pensieri, proposte, riflessioni e idee per valorizzare la propria
vena creativa e diventare fotografi migliori”
Marco Scataglini
cm 14×21 – pp. 208 – euro 13,00

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“Non fotografate ciò che è, ma piuttosto cos’altro è”
(Minor White).

Se il precedente libro di Marco Scataglini, Il fotografo non si annoia mai, era una sorta di “manuale d’istruzioni” del fotografo, questo volume ne è piuttosto il “navigatore”. Esattamente come salendo in auto per recarci verso una destinazione sconosciuta impostiamo il navigatore per non sbagliare strada, così l’autore offre in questa nuova opera indicazioni, spunti, idee, suggerimenti per condurre il fotografo (o l’aspirante tale) verso la maturità artistica ed espressiva.

Avvertendo, sin dall’inizio, che la cosa fondamentale è però non lasciarsi condurre per mano, anzi deviare ogni tanto (se non sempre) dalle indicazioni ricevute, utilizzandole semmai come semplici inneschi di potenziali riflessioni personali. Infatti, insegnare la fotografia non si può, come spiegato nel primo capitolo del volume: quel che si può fare è indicare quali strade si sono percorse, quali sono state percorse da altri, quali sono promettenti, quali rischiose. Poi lasciare a ognuno la possibilità di scegliere il percorso e fare le proprie esperienze.
Organizzato come una serie di brevi “saggi” (i citati suggerimenti), il libro offre molti spunti utili per chiunque si interessi alla fotografia, sia da appassionato, sia da praticante.

Marco Scataglini è un fotografo editorialista, autore di numerosi reportage per le principali testate nazionali di viaggio e turismo, da “I Viaggi di Repubblica” a “Plein Air”, da “Gente Viaggi” a “Vie del Gusto” e “Qui Touring”.
È specializzato nella fotografia di paesaggio ed ama andare alla scoperta di luoghi in cui storia e natura convivono in armonia.
Per le Edizioni Penne & Papiri ha pubblicato anche Nella terra di Saturno, Terre e castelli tra Corneto Tuscania e Viterbo, Tutt’intorno Roma e Il fotografo non si annoia mai.

Catalogo: “Respice Arcanum – Il Papa”

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“Respice Arcanum – Il Papa”
romanzo storico di Barbara Frale
cm 14×21 – pp. 312 – euro 13,50

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Si tratta del primo di una saga medievale che narra, in forma di romanzo, la vera storia dello scontro tra Bonifacio VIII e il re di Francia Filippo il Bello, oltre al processo contro l’Ordine dei Templari.

«Roma, anno 1301.
Arnaldo da Villanova, celebre medico e alchimista, ha una visione tremenda: presto scoppierà una guerra tra papa Bonifacio VIII e il re di Francia Filippo IV il Bello, dalla quale verranno gravi disgrazie per la Chiesa.
Covando rancore verso il re che voleva condannarlo come stregone, Arnaldo concepisce una temibile vendetta: compone un Rebis, potentissima figura alchemica che dovrà infliggere al crudele sovrano cocenti dolori, e frenare così la sua aggressione contro la Chiesa.
Dopo aver nascosto l’Arcano dentro un prezioso monile, l’alchimista lo consegna a Maddalena Caetani, giovane nipote del papa fidanzata a un nobile francese: sarà lei, l’inconsapevole strumento attraverso il quale il sortilegio giungerà a Parigi, dove compirà la vendetta sul re.
Ma le forze dell’Invisibile sono difficili da governare, e persino un grande sapiente come Arnaldo da Villanova deve fare i conti con l’imprevedibile: Crescenzio Caetani, fratello della ragazza, scopre nel medico papale un’intenzione recondita e disonesta, perciò gli impedisce di completare la sua opera.
Il destino è segnato.
L’Arcano sembra prendere vita propria, e trascina lungo le sue rotte imperscrutabili la vita di quanti sono ad esso legati».

“Practica brevis” – offerta di vendita

È finalmente disponibile l’ultimo libro delle Edizioni Penne & Papiri, dal titolo “Practica Brevis, un manuale di medicina pratica del XII secolo”, scritto da Giovanni Plateario, della Scuola Medica Salernitana, tradotto e annotato dal dott. Giuseppe Lauriello.
Formato cm 17×24, pp. 424, euro 37,00.

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chi desiderasse acquistarne una copia al prezzo di 35,00 euro
(con sconto 20% + 5,00 euro di spese postali)
può inviare una email a penneepapiri@tiscali.it.

Catalogo: “Practica brevis. Manuale di medicina pratica del XII secolo”

Practica Brevis - cover

PRACTICA BREVIS
“Manuale di medicina pratica del XII secolo”
di Giovanni Paleario – traduzione e commento a cura di Giuseppe Lauriello
cm 17×24 – pp. 428 – euro 37,00

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La Practica brevis, attribuita a Giovanni Plateario (tra il 1080 e il 1120), può essere definita un manuale di medicina interna, un breviario a uso del medico pratico, e ciò in considerazione della sua essenzialità, della sua esposizione in forma piana, accessibile anche agli iniziati e nello stesso tempo di grande supporto per il medico professionista avviato all’arte, ma comunque bisognoso di informazioni suppletive, di consultazione, di ausilio a inevitabili carenze.
Il testo si presenta come un miracolo di sintesi nell’illustrazione delle cause e dei segni che si raccordano alla diagnosi, dettagliato e puntuale nei suggerimenti terapeutici più adeguati, descritti con semplicità e chiarezza; insomma un libro, come vuole il titolo, di estremo pragmatismo, che raccoglie quanto di sostanziale, veramente utile vi fosse allora nello scibile medico. L’aspetto più rilevante è la genuina riproposizione del dottrinario ippocratico-galenico, indirizzo che vediamo affacciarsi in ogni suggerimento, in ogni giustificazione terapeutica.
Centralità dello studio è il malato, la valutazione della cui patologia è fondata sul sintomo, aspetto cardine della malattia, che a sua volta è centrale nell’ambito dell’organismo umano. Solo una corretta disamina dei sintomi e degli effetti terapeutici è in grado di assicurare una prognosi precisa, una preconoscenza.

Giuseppe Lauriello, primario emerito di pneumologia, è uno storico della medicina e cultore della Scuola medica salernitana. Tra le numerose pubblicazioni, oltre a “La patologia respiratoria nel dottrinario della Scuola medica salernitana” (1984), ha curato alcuni testi medici del passato: “Le ghiandole” di Ippocrate (1992); “De instructione medici: deontologia e metodologia medica da un manoscritto del XII secolo” (1997); “Post mundi fabricam” di Ruggiero Salernitano (2011).

Catalogo: “Fotografare cos’altro è” di Marco Scataglini

Un altro titolo nella collana di fotografia del nostro catalogo, dopo “Il fotografo non si annoia mai”, sempre di Marco Scataglini.

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Pensieri, proposte, riflessioni e idee per valorizzare
la propria vena creativa e diventare fotografi migliori

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“Non fotografate ciò che è, ma piuttosto cos’altro è” sosteneva Edward Weston. Se il precedente libro di Marco Scataglini, “Il fotografo non si annoia mai” era una sorta di “Manuale d’Istruzioni” del fotografo, questo volume ne è piuttosto il “navigatore”.

Esattamente come salendo in auto per recarci verso una destinazione sconosciuta impostiamo il navigatore per non sbagliare strada, così l’autore offre in questa nuova opera indicazioni, spunti, idee, suggerimenti per condurre il fotografo (o l’aspirante tale) verso la maturità artistica ed espressiva.
Avvertendo, sin dall’inizio, che la cosa fondamentale è però non lasciarsi condurre per mano, anzi deviare ogni tanto (se non sempre) dalle indicazioni ricevute, utilizzandole semmai come inneschi di potenziali riflessioni personali. Infatti, insegnare la fotografia non si può, come spiegato nel primo capitolo del volume: quel che si può fare è indicare quali strade si sono percorse, quali sono state percorse da altri, quali sono promettenti, quali rischiose. Poi lasciare a ognuno la possibilità di scegliere il percorso e fare le proprie esperienze. Il libro suggerisce alcune strategie presiose, e offre riflessioni che di certo potranno essere utili a coloro che sono alla ricerca non certo delle solite “dritte” per fare foto “più belle” (che in genere significa più banali), ma che vorrebbero migliorare le proprie capacità di vedere il mondo e tradurre quanto visto in un’immagine fotografica di valore.
Organizzato come una serie di brevi “saggi” (i citati suggerimenti), il libro offre molti spunti utili per chiunque si interessi alla fotografia, sia da appassionato, sia da praticante. Soprattutto offre una visione della fotografia “dall’interno, non distaccata ma coinvolta e coinvolgente.

A differenza di molti altri saggi, lo scopo del volume è motivazionale: l’autore vuole principalmente rendere consapevoli i lettori di quanto ognuno possa essere creativo (anche chi pensa di non esserlo affatto) e come la riscoperta di questa creatività possa essere alla base di un autentico cambio di vita.

Il volume parte con una riflessione sui motivi che ci spingono a diventare fotografi, e fa un’attenta riflessione su quanto sia importante avere bene in mente il proprio ruolo, e magari scegliere consapevolmente di essere e rimanere fotoamatori, anche se si sceglie di diventare professionisti. La passione e l’amore per la fotografia sono l’unico vero strumento per diventare bravi fotografi. Per questo il libro suggerisce alcune riflessioni sul modo in cui percepiamo il mondo, sui nostri sensi, sulle emozioni e sul modo di sfruttarle per trovare un personale modo di esprimersi, diciamo pure il proprio stile. Riandando alle origini dell’odierna critica fotografica, l’autore si interroga poi sulla natura stessa dell’immagine fotografica, sul suo essere icona o indice, o entrambe le cose, per passare ad analizzare quanto importante possa essere la nostra convinzione di essere in grado di diventare grandi fotografi, e come in questo possa esserci d’aiuto, o di ostacolo, il tempo, nelle sue varie forme. Infine, una serie di acuti suggerimenti su come lavorare sul campo, e come ottenere risultati incoraggianti lavorando in gruppo. Il tutto con il classico stile antiaccademico dell’autore, che si relaziona sempre da fotografo a fotografo con il lettore, a un livello di assoluta parità, come in un dialogo tra amici. Lo scopo del libro è di essere utile, piacevole, al limite divertente, una lettura per chiunque ami e apprezzi la fotografia, e la fotografia creativa nel caso specifico. I suggerimenti di Scataglini, infatti, non si applicano a un genere piuttosto che a un altro: sono idee, spunti e suggerimenti che valgono per la fotografia creativa in generale, poi ognuno potrà declinarli per il tipo di fotografia prescelto.

Non un saggio monolitico, fondato su un’idea forte e dunque poco fruttuosa per il lettore che non vi aderisca pienamente, ma su una molteplicità di spunti.


Marco Scataglini è un fotografo editorialista, autore di numerosi reportage per le principali testate nazionali di viaggio e turismo, da “I Viaggi di Repubblica” a “Plein Air”, da “Gente Viaggi” a “Vie del Gusto” e “Qui Touring”.
È specializzato nella fotografia di paesaggio ed ama andare alla scoperta di luoghi in cui storia e natura convivono in armonia.
Per le Edizioni Penne & Papiri ha pubblicato anche “Nella terra di Saturno”, “Terre e castelli tra Corneto Tuscania e Viterbo” e “Tutt’intorno Roma”.